Quello che spero è che possano crearsi, ovunque, relazioni con alcuni artisti/scrittori/editori che stanno sognando i libri del futuro. Non credo che la soluzione sia quella di far “scrivere” i libri con InDesign, ma di creare una piattaforma di creatività che porterà non ad una banale fusione di “contenuti multimediali” (l’autore che declama i suoi “versi”, un video che didascalizza un contenuto espresso con le parole, eccetera), che potrà solo disturbare una forma di comunicazione con l’altra, ma che già in fase di creazione possa risultare come una creazione condivisa, un progetto che nascerà già evoluto, già nuovo, già diverso. O – nel caso di un’opera già scritta – un nuovo modo per interpretarla.
Per riuscire in questa avventura servono autori coraggiosi e umili (riuscire a dividere/condividere il pensiero della “creazione” con altri richiede grande umiltà), editori capaci di capire l’evoluzione e non usarla solo come semplice “bandiera” da sventolare, utenti/lettori che vorranno trovare e scoprire forme di “intrattenimento” immersivo che potrà coinvolgere tutti i sensi in modo nuovo, più interattivo, più completo. La tecnica di produzione c’entra poco, in tutto questo, fosse solo quella sarebbe tutto molto facile.
(Luca Pianigiani, Libri “evoluti”: giovani, vivaci, promettenti… | Il Colophon – Rivista di Letteratura per il XXI secolo)
-
orridetti liked this
-
dodicesimo liked this
-
foglisparsi posted this