Marginalità

Luogo metafisico dove dimorano i romantici. I romantici di una certa pasta, specie amena, dicono chiamarsi negli anni della contemporaneità eroi capovolti, che procurano angoscia nell’altrui leggerezza, un ghigno nell’insieme – il loro - che ha il suono del pianto. Marginalità si trova ad ovest, sotto il cuore, di sbieco alla ragionevolezza, luogo angusto se capita. Marginalità è sostantivo anche che indica la spregiudicatezza di alcuni spiriti, eletti nell’eremo delle disuguaglianze, dove sono capaci di regnare nella perennità della loro sfiga.

(Veronica Tomassini, Marginalità, in ‘Tina – La rivistina di Matteo B. Bianchi, Speciale nr. 2, Dizionario affettivo della lingua italiana – versione 2.0)

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